Ecovillaggi: l'autosufficienza non basta!

...Il problema non è solo l'autosufficienza in sè, il problema è (anche) la forma di costituzione giuridica optata da "l'ecovillaggio"!
Se la comunità intenzionale o ecovillaggio autoproduce cavoli e frutta e persino pane e formaggio, ma poi il fondo è una cooperativa intestata a 2-3 persone o, nei casi peggiori, ad una sola persona, che come proprietaria privata si è concessa misericordiosamente a tale ideale ecologico, beh, il tutto è fondato su una spiaggia... da sogno caraibico certo, ma... le persone cambiano, cambiano le intenzioni... e da un momento all'altro potrebbero sbatterti fuori dall'ecovillaggio così improvvisamente come vi sei entrato, per volontà di una sola persona o 2-3, quelle che hanno "potere", cioè che detengono formalmente la proprietà del tutto e di tutto.
Ma "La Comunità" è ben altra cosa!
Il fidente e speranzoso wwoof-lavoratore, a mutate condizioni di convivenza, o fa il cagnolino muto ed ubbidiente verso il capo dei capi, che sapete tutti chi è, o via! A tornare randagio.
Ma "La Comunità" è ben altra cosa!
Il fidente e speranzoso wwoof-lavoratore, a mutate condizioni di convivenza, o fa il cagnolino muto ed ubbidiente verso il capo dei capi, che sapete tutti chi è, o via! A tornare randagio.
Una bella e buona azienda agricola a capo del movimento gretino, è un buon inizio, ma, appunto, solo un inizio.
Per fare un ecovillaggio poi essa dovrebbe evolversi in "COMUNITA' SOSTENIBILE", che non è e non può essere una comune impresa di mercato con un maggiore gradiente di biologici sorrisi!
Un buon ecovillaggio, per avversare e non sostenere surrettizie forme di RANDAGISMO ESISTENZIALE e di sfruttamento gratuito della manodopera, deve dotarsi di un adeguato statuto cui si sottoporranno tutti, persino il capo.
________
Gruppo Whatsapp: https://chat.whatsapp.com/HldS3sq9AXHGT430yiJnAA
Libro MUTUO-AIUTO: https://www.amazon.it/dp/1521389721
Commenti
Posta un commento
Grazie per la tua partecipazione!