Sulla Proprietà Privata nella Costituzione Italiana

Il diritto-concetto di "Proprietà Privata" non è indipendente dai valori costituzionali nei quali è inscritto.
Nel nostro caso, tale diritto è inscritto nella Costituzione ITALIANA, che funge da cornice interpretativa e limite attuativo a tutte le leggi particolari elaborate dal parlamento italiano.
Infatti la "legalità" non è mai generica, ma si tratta sempre di una "Legalità-Costituzionale".
Vediamo dunque che l'articolo 832 del Codice Civile che parla della proprietà privata,
dovrebbe essere letto alla luce degli articoli 41 e 42 della Costituzione Italiana, che disciplinano appunto la proprietà privata.
Secondo il Codice Civile "il proprietario gode e dispone della cosa in modo pieno ed esclusivo", ma l'articolo 42 afferma che "la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge ALLO SCOPO DI ASSICURARNE LA FUNZIONE SOCIALE", mentre l'articolo 41 della detta Costituzione (italiana), precisa che "l'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto o con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla libertà, alla sicurezza, alla dignità umana".
Adesso applichiamo le suddette acquisizioni, ad alcuni problemi concreti della attuale società italiana: l'occupazione abusiva degli edifici abbandonati, e gli sfratti "legali".
L'occupazione di un rudere o di un fabbricato sfitto da secoli da parte di soggetti estremamente bisognosi, conferisce al bene occupato la Utilità Sociale che aveva perduto causa disinteresse od incapacità amministrativa da parte dei legittimi proprietari, sicchè sgomberarlo dagli occupanti abusivi in nome di un "Diritto Proprietario" presumibilmente violato, viola in realtà l'essenza stessa della Costituzione Italiana che abbraccia i seguenti ottimi criteri di convivenza civica: 1) Utilità sociale dei beni privati, 2) Libertà individuale e collettiva, 3) Sicurezza, 4) Dignità umana.
Gettare per strada una famiglia di diseredati senza offrire soluzioni alternative qui e ora, è un fatto che oltre ad incentivare l'astio, il risentimento reciproco, la sfiducia verso le istituzioni e la conseguente delinquenza, è giuridicamente inaccettabile dal punto di vista della Costituzione ITALIANA!
Magari per la Costituzione americana o rumena il barbonaggio dei disadatti/inetti è giusto e doveroso, ma per quella italiana proprio no, soprattutto laddove esistono beni che, benchè privati, possono soddisfare a costo zero per tutti la necessità sociale.
Nella Costituzione ITALIANA
la Funzione Sociale e l'Utilità Pubblica
prevalgono sui presunti Interessi Economici
della Pubblica Amministrazione.
In altre parole, il rispetto della dignità umana prevale sul bisogno di racimolare ulteriori soldi da parte di pochi.
Vogliamo attuare la Costituzione Italiana?
Vogliamo attuare la Costituzione Italiana?
L'interesse verso il Bene Comune supera o dovrebbe superare ampiamente l'interesse della Pubblica Amministrazione a racimolare pochi spiccioli!
Vogliamo attuare la Costituzione Italiana?
Vogliamo attuare la Costituzione Italiana?
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Da un articolo del prof. Paolo Maddalena, vice presidente emerito della Corte Costituzionale e presidente dell'associazione "Attuare la Costituzione".
Gruppo Telegram: https://t.me/permaculturaORGANICA
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