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Ridurre il numero di parlamentari? "No grazie"


Quindi la democrazia moderna soprattutto italiana, è oggi chiamata a scegliere se dare retta a Cesare Beccaria, il giurista italiano maestro in Europa che fu primo teorico della osservazione di cui sopra, oppure ridurre il numero di parlamentari per risparmiare qualcosa, togliendo peraltro altri del tutto onorevoli posti di lavoro.
200 Posti di lavoro come parlamentari a 5.000€ al mese costano allo Stato 12 milioni di euro l'anno. Ma questa somma è paragonabile agli 80 MILIARDI che ogni anno l'Italia versa alla BCE per comprare soldi che avrebbe potuto autoprodursi da se gratuitamente, come faceva con la lira italiana? (Nota 1)
Perciò, non si sia troppo taccagni e miserabili quando si tratta di tutelare la democrazia anche solo un pò meglio dai sempre molti, pronti aggressori della democrazia occidentale.
Se all'italiano medio piace regalare 80 miliardi l'anno alla BCE per vantaggi incerti, dovrebbe voler e poter spendere 12 milioni l'anno per un vantaggio certo: quello evidenziato da Cesare Beccaria!
Non in tutte le nazioni del mondo la democrazia è presa come qualcosa di serio da tutelare seriamente contro il rischio di CORRUZIONE.
Di fatto nazioni molto più grandi dell'Italia come gli USA, hanno molti meno parlamentari rispetto al caso italiano, in cui nel 2018 si registrano 650 parlamentari circa per 60 mln di italiani. Sembrano tanti ma occorre ricordare che la Svezia, con scarsi 10 milioni di abitanti, ha 349 parlamentari, come se l'Italia ne avesse circa 2094! La Norvegia, con poco più di 5 milioni di abitanti, ha 169 parlamentari, come se l'Italia ne avesse circa 2028. La Danimarca, con 5 milioni e settecentomila abitanti, ha 175 parlamentari, come se l'Italia ne avesse circa 2190.
Perchè dunque tutta questa foga di alterare una proporzione di per sè già modesta?
Si è forse soltanto invidiosi del fatto che gli uni hanno un lavoro, e molti altri no?




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Nota 1 - In realtà, ogni Lira o altra moneta emessa, è un Titolo di Credito pertanto va emesso in negativo nella contabilità di uno Stato, tale emissione figura cioè sempre e comunque come DEBITO!
Tuttavia, una cosa è contrarre debiti con se stessi, un'altra è averli con una entità terza!
La BCE è assimilabile ad una multinazionale privata, in quanto in questo momento della storia i suoi membri vengo eletti da semplici e ricchi, misteriosi personaggi privati, e non da collegi pubblici democraticamente eletti allo scopo dal parlamento d'europa.
      Anche il Giappone, che è uno Stato a moneta sovrana, stampando liberamente la propria moneta ogni anno contrae strutturalmente debito. Ma con se stesso! Quindi lo può rifondere quando vuole, o non rifondere, ed il debito qui assume tutto un altro significato... più da ragioneria che prettamente economico.
Per l'esattezza, il debito pubblico misurerà il grado di aiuti di cui un popolo, tramite il suo angelo custode (lo Stato), ha avuto bisogno nella storia per prosperare giungendo a maturazione, e se i soldi li batte lo Stato stesso tenendo conto delle risorse interne, il debito pubblico rivela quanto nella storia quel popolo si è autoaiutato.
Ora, quando il figlio cresce e diventa adulto, il genitore non chiede al figlio di rinfondergli i soldi della laurea e dei primi 20 anni della sua vita a casa, del pannolino e dei biscotti!
Questo è il vero ed originario senso del "Debito Pubblico"!

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