Ricerca in questo Sito: clicca qui

Mostra di più

I pirati e l'umanità: nemici?



La domande che la permacultura organica si pone in merito al rapporto tra diritti di copyright e pirati informatici, sono principalmente 3 e sono le seguenti: 


1) E' davvero opportuno, in nome della speranza di garantire qualche euro in più ai titolari dei diritti di copyright, alterare un ecosistema di inter-scambio mondiale come quello online che nonostante alcune derive, ha ottimizzato l'accesso personale a idee vecchie (dimenticate dalla contemporaneità) e nuove (appena create), perfezionando la capacità di miscelare informazioni ed assicurando il diritto di AUTOFORMARE liberamente la propria cultura, in maniera gratuita?

2) Pagare sempre e tutto, ma proprio tutto, è una soluzione veramente universale ai problemi di tutti i mondi? Siamo sicuri che, così facendo, non si arriverà un giorno ad ammettere come logica la deriva di un pagamento di 1 milionesimo di cent per respiro di aria pulita?
Non è forse vero che alcune cose e sistemi come il sole e le piante... e le idee, dovrebbero permanere a produzione e circolazione organica per tutta l'umanità, ovvero, "crearsi spontaneamente" e spontaneamente redistribuirsi?

3) Non è forse vero che l'industria del divertissment e l'editoria formale, classica, i media ufficiali, sono sempre stati supervisionati dal potentato economico di turno, e non hanno garantito nel tempo una equa visibilità a TUTTI i capolavori emessi dall'umano genio, ma in tv radio, giornali etc ne hanno promossi e ne promuovono SOLTANTO ALCUNI, quelli che a loro piacciono e che ritengono più educativi per tutti?
Ma chi sono "loro"? I loro interessi commerciali coincidono con quelli degli autori e del pubblico?
Non è forse vero che quanto da costoro rigettato come inutile, sconveniente o diseducativo per le masse, ad oggi grazie al cielo resta sempre disponibile sul web assai spesso in forma piratata?



Date queste 3 premesse, in permacultura organica sintetizziamo concludendo che andrebbe bene difendere il copyright, renumerando misericordiosamente i miserevoli come DA LORO STESSI (e non dalla loro azienda!) richiesto, ma non va bene difendere il Mercato del Copyright a discapito del destinatario naturale ed assoluto dei progressi naturali della collettività umana: il consumatore.
      Gli eccellenti risultati raggiunti da uno scienziato come da un creativo - lo sanno bene nel profondo del loro animo gli scienziati e i creativi stessi - non sono mai tutta farina del loro sacco! Essi costruiscono il "nuovo" patrimonio intellettuale, su un patrimonio culturale pre-esistente, e certo, andrebbero sostenuti per questo, ma non necessariamente pagati! Essi hanno "barattato" beni organici, disseminati nell'ambiente loro intorno, e li hanno trasformati in altro di più pregiato - per concessione del TEMPO, in maniera del tutto simile ai lombrichi che suggendo come lattanti maleodorante materiale in decomposizione, infine dalle scorie vecchie generano HUMUS nuovo fiammante, profumato e persino commestibile quando di altissima qualità!
Ma i lombrichi... lavorano gratuitamente.
Ora non si vuole imporre la filosofia dei lombrichi anche agli umani che hanno bollette tasse etc etc da pagare, ma si vuole dire che ESISTONO SISTEMI CHE FUNZIONANO PERFETTAMENTE ANCHE SENZA DENARO.
La pirateria e l'amico pirata, in fondo hanno compreso questo, e quando predano il proprietario urbano - solitamente una multinazionale - per redistribuire, altro non rivendicano che la naturale vocazione di alcune cose, che è quella di diventare Patrimonio dell'Umanità.
Peraltro, molti autori muoiono in fretta ricavando poco o nulla dalle loro bellissime opere, sicchè nell'aldilà esulterebbero di gioia nell'essere conosciuti benchè postumi pure dai fruttivendoli, ma... L'ATTUALE NORMATIVA SUL COPYRIGHT LO IMPEDISCE. Il Copyright, in questo caso, non difende nè renumera l'autore (morto), ma il mercante che, quand'era ancora in vita, ha imprigionato in una tela di regole il lavoro del creativo in cambio di qualche croccantino + cuccia, ed ora ne godrà lui, i suoi figli e la sua azienda per 75 anni dalla morte del fu sfortunato scrittore, fotografo, musicologo, regista!
Garantire la circolazione gratuita di cose belle e altamente formative, fa bene alla società tutta, anche se fa male ai mercati dell'editoria e della produzione artistica!
         La storia cresce e procede a spirali concentriche uguali alle prime ma ogni volta un pò più grandi, e come un tempo i contadini della terra vennero convertiti in operai d'industria, forse è tempo che anche i mercanti di idee oggi si convertano in qualcos'altro!
Del resto, tale deportazione si ritenne a quel tempo "progresso". 
Ben intesi, gli attuali produttori di opere d'ingegno e di inventiva spirituale, resteranno tali dove sono a produrre per tutto il genere umano, alle regole compra-vendi di cui la civiltà occidentale è fiera. Se, con l'attuale normativa, sono riusciti a campare ieri, riusciranno a campare anche domani! 
Quindi... cosa vuole esattamente l'UE, l'impresario, il Mercato, mettendo mano - oggi settembre 2018 - alla disciplina sul copyright internazionale?
Ciò che essi desideravano, soltanto, era INCREMENTARE I PROPRI GUADAGNI SUL WEB, su un web afflitto e allo stesso tempo servito dalla pirateria! 
In realtà, la dicotomia realtà (a pagamento) + web (gratuito) non nuoce ma migliora la realtà intera. Come insegna Mollison, con tale ambiguità SI CREA UN MARGINE che amplifica la ricchezza complessiva del City System.
Nel nostro caso, abbiamo un "reale" che si riproduce a norma a colpi di polizia ed avvocati e così può autoriprodursi tranquillamente a tempo indefinito, e dall'altra parte abbiamo l'irreale (il virtuale), alquanto diverso che rende quei prodotti intellettuali prima riservati agli "eletti" (ceto medio e benestanti), ora accessibili anche ai diseredati, ma mai a tutti! Infatti... c'è sempre qualcuno che paga 9€ euro per andare al cinema il sabato sera, che compra il libro perchè profuma di carta, e che compra il cd perchè "nuovo è bello"!
Quindi... 

Perchè siete così avidi? 


Accontentavi e redistribuite!
La pirateria, ad oggi - nonostante l'anarchia della deregolamentazione o di una regolamentazione dolce e il conseguente "far-webst", non mettono a repentaglio la produzione cinematografica e musicale moderna. Apriamo gli occhi: attori, scrittori, musicisti e cantanti continuano a lavorare.
Forse vedi davanti a te nel mondo attuale "distrutto dalla pirateria" una penuria di film, musiche, dipinti, libri, fotografie? Tutt'altro!


Perchè siete così avidi?


In verità in verità avete visto il web, e voi direttori di Mercato vorreste spremere pure quello... ma non otterrete nulla neppure con una spietata legge anti-dispersione, perchè poi... soprattutto il denaro voi non intendete redistribuirlo equamente a tutti (alzerebbe l'inflazione la quale eroderebbe il potere d'acquisto del vostro capitale) e allora... con che cosa il demos acquisterà ciò che oggi scarica clandestinamente e che domani sarà per tutti inattingibile grazie ai vostri tirannici strumenti di "protezione del contenuto"?
Semplicemente, non acquisterà più nulla e voi avrete semplicemente impoverito gli esseri umani, spogliandoli delle possibilità autoeducative che la Storia, generosa, attraverso valenti uomini ormai defunti, aveva loro concesso.


_____________________

Da quanto detto si evince chiaramente che la filosofia esposta in questa pagina è troppo alta e complessa per essere recepita dagli arrugginiti organi burocratici del City System, come dai suoi figli minori e maggiori (UE, IT, FR, DE, US etc), sicchè si rimanda ancora a qualche secolo la traduzione pratica, legale ed amministrativa, della visione "Copyright & Money Free" dalla permacultura organica propugnata.

Commenti

Libri pubblicati:

Lavoretti che posso fare a poco prezzo...